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Brand Mob, l’evoluzione commerciale delle Flash Mob
November 18, 2011
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Come viene definito da Wikipedia, un Flash Mob è “un evento che si dissolve nel giro di poco tempo, di un gruppo di persone in uno spazio pubblico, con la finalità comune di mettere in pratica un’azione insolita“. Questa tipologia di azione collettiva, è nata qualche anno fa e nel tempo è diventata una vera e propria moda creando un vero e proprio movimento di persone, che si riuniscono insieme, per creare un qualcosa di unico.

Un flash mob in quanto tale, ha in comune alcune caratteristiche con il processo di creazione di un gruppo, che sono riassunti in questo video di Derek Sivers, dove un i partecipanti comprovano reciprocamente la validità dell’azione intrapresa (per quanto strana possa essere). Le principali caratteristiche di un Flash Mob riuscito (come quello del video sopra), possono essere elencate qui di seguito:

  1. La musica comincia all’improvviso, creando un effetto di stupore e curiosità da parte dei passanti. Questi vengono attratti dalla musica e rallentano per soddisfare il loro bisogno di sapere cosa sta accadendo. Il risultato che si ottiene, è quello di aggregare un grande numero di persone in uno stesso luogo e di attrarre altre persone grazie all’effetto magnetico della folla (la quale rassicura al gruppo, che è lecito fermarsi a guardare).
  2. Una persona di mette in una posizione centrale (e visibile) e comincia a ballare o ad agire, dando l’impressione che sia impazzito.
  3. Arriva una seconda persona (forse la funzione più importante) che conferma l’azione della persona, facendo capire alla folla, che non è un pazzo ma che è parte di un gruppo, garantendo in qualche modo la sua iniziativa.
  4. Durante tutta la durata del video, si vedono delle persone che si aggiungono, fino ad arrivare una moltitudine. Questo genera un senso di curiosità e continua a generare nello spettatore la domanda “What’s Next?”
  5. Il video viene ripreso da varie angolazioni, principalmente da una telecamera posta in alto, in modo che una volta documentato il tutto, possa essere messo su internet e far capire la magnitudine dell’azione
  6. Solitamente non ha nessuna connotazione con un brand, lo si fa per piacere personale
  7. I social network vengono invasi da contenuti delle persone presenti, perché agli spettatori viene dato il tempo di poter documentare l’avvenimento

Come si può vedere dal video sopra, sabato scorso mi sono ritrovato all’interno di un qualcosa che possiamo chiamare Brand Mob, in quanto organizzato da un sito di scommesse per il solo scopo di promuoversi. Quest’azione purtroppo presentava delle pecche importanti:

  • Il balletto è cominciato troppo a ridosso della musica, quindi gli spettatori non hanno avuto il tempo per interrogarsi su quello che stava accadendo.
  • Il balletto è durato troppo poco, non dando la possibilità agli spettatori di poter creare dei media e di condividerli.
  • Non c’è stata nessuna ripresa dall’alto della scena. Rinunciando alla possibilità di far capire la grandezza dell’azione.
  • L’evento non ha avuto un coinvolgimento progressivo degli artisti, eliminando l’effetto What’s Next
Questo avvenimento mi ha fatto capire ancora di più, come sia importante studiare il target e le interazioni che questi potrebbero avere con quello che stiamo creando. Infatti essendo stato il balletto troppo corto, ha impossibilitato gli spettatori nel creare del materiale di qualità da poter essere condiviso su Internet.

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