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Ping: a Potential Social Game Changer
07/09/2010
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La scorsa settimana con l’uscita del nuovo iTunes 10, Apple ha presentato al mondo Ping, un social network inserito all’interno di iTunes che permette agli utenti di condividere i loro gusti musicali e fasi suggerire dai propri amici nuova musica da comprare.

L’idea, sotto un profilo Business è ottima. Il sistema ha lo scopo di mettere in condivisione i consigli degli altri utenti, in modo che possano comunicarlo agli altri utenti, utilizzando un processo di tipo “push”, dove la selezione viene condivisa tra le connessioni degli utenti, in modo che questi possano comprare la musica che ha acquisito i valori delle persone che si conoscono, si rispettano ed hanno gusti simili. Utilizzando questo processo di Crowd Wisdom ristretto, l’utente sarà più motivato all’acquisto perché sicuro che i suoi soldi abbiano maggior valore.

Dal punto di vista Social,  l’idea è ottima e con ottime potenzialità.  Apple è riuscita a creare un social network verticale, basato sul tema musicale, utilizzando una piattaforma rodata e riconosciuta per la sua qualità e solidità. Gli utenti non solo riescono a scoprire nuova musica affine ai loro gusti, ma riescono anche a conoscere meglio i loro amici attraverso quello che condividono. Infatti ogni persona che segnala un pezzo di musica può commentarlo, dicendo il perché della scelta, spesso la motivazione è personale, rivelando al proprio network molto del proprio carattere.

Dal punto di vista delle Interazioni è un disastro. Le interazioni al momento non devono avvenire solamente all’interno della piattaforma, ma devono essere condivise ed incanalate nei canali di condivisioni già consolidate dagli utenti (come i feed di Twitter, Friend Feed e Facebook). Personalmente su Twitter condivido ciò che sono, e considero quel canale come “ufficiale”, e voglio che tutto venga condiviso automaticamente, voglio che un’azione fatta su una singola piattaforma venga assorbita da altri servizi, in modo trasparente ed automatico. Facendo questo io guadagno in trasparenza, ed Apple ci guadagna perché tutto viene condiviso off-the-platform. Inoltre una persona quando entra in una piattaforma social, non vuole essere sola, vuole condividere ed avere interazioni, in primis con persone che conosce. Una valida integrazione con Facebook (non andata a buon fine) avrebbe decretato un successo incredibile, provocando un effetto leva e virale tra i vari network che avrebbe decretato il successo del network.

Gli unici utenti che ho potuto trovare sono state le celebrità, che probabilmente sono state compensate per caricare status e consigli sulla musica che consigliano. Questo è stato per artisti ed apple un ottimo scambio tra brand, dove gli artisti si fanno conoscere da una popolazione digitale in costante aumento, guadagnando brand awareness, ed Apple in cambio ottiene della “calamite” che generano revenue. Una riflessione mi viene spontanea, a riguardo di un possibile sviluppo di un sistema economico all’interno di Ping.

Le celebrità su Ping corrispondono agli Opinion Leader presenti nei vari gruppi sociali. Un loro suggerimento può tramutarsi in una grossa fonte di download tra i loro followers, generando un’ottima fonte di revenue per Apple. Pensando più in piccolo e sul web, ognuno è un potenziale opinion leader ed ognuno può generare della revenue consigliando agli utenti della propria rete sociale una canzone ed un disco, quindi potrebbe avere diritto ad un piccolo compenso economico per i risultati ottenuti. Questo guadagno potrebbe essere convertito in crediti da utilizzare per comprare nuova musica, generando un circolo che legherebbe gli utenti con un legame economico oltre che sociale, aumentando quindi la fidelizzazione.

Forse il destino di Ping è già in repentaglio, a causa della mancanza delle interazioni, una buona campagna di marketing potrebbe essere ottima per ricreare un’aspettativa. Vediamo come Apple reagirà e quali saranno i risultati ottenuti.

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Edoardo Piccolotto

Dad, husband, MBA graduate, I work as a Web Marketer on an Ecommerce Company, where I implement strategic decisions by using data and lean-organization methodologies.

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